Una donna arriva alla gravidanza con la propria storia, unica e personale, che inevitabilmente influenzerà i vissuti durante il periodo della gestazione.

Quali sono i timori, i vissuti, le domande che accomunano un po’ tutte donne che si affacciano alla maternità? 

L’ansia è un sentimento di preoccupazione che generalmente accompagna a diversi livelli la vita di tutti, ma durante la gravidanza diviene più costante e orientato a determinate problematiche, come ad esempio l’ansia che riguarda se stessa: “sarò una buona madre?” ed il proprio vissuto corporeo: “tornerò come prima?”, l’ansia per il nascituro: “come sarà questo bambino?”, “Sarà sano?”.
Per questo solitamente basta eseguire gli esami medici di routine per accertarsi che non ci siano problemi.

E in ultimo, ma di certo non meno importante, l’ansia legata al rapporto con il proprio compagno: “Come sarà la vita di coppia dopo?”

Prima di addentrarci nella trattazione dei cambiamenti che avvengono mi sembra utile sottolineare che un elemento peculiare della gravidanza è la regressione, ossia quel processo che si manifesta con l’instaurarsi di stati d’animo e modalità comportamentali tipiche dell’epoca infantile, come il bisogno di essere coccolata ed accudita, ci sono le famose voglie, una certa fragilità anche in relazione agli sbalzi d’umore, un riavvicinarsi alla propria madre o al contrario la riemersione di conflitti con la propria figura materna.  

In pratica riemerge quella parte bambina che è in ogni donna a cui la futura mamma si deve riavvicinare prima di poter rivolgere le proprie cure al figlio.

Tutto questo è funzionale in quanto aiuta la donna a comprendere le necessità del nascituro identificandosi con lui da un lato e dall’altro con il modello di maternità che ha ricevuto. Questo è utile per poter risolvere i conflitti e prepararsi a sviluppare, a partire dall’eredità della propria madre, un modello di maternità autonomo in cui identificarsi.

La donna in attesa di un bambino ha la tendenza a ripiegarsi su di sé divenendo più introspettiva e questo le consente di rimaneggiare le esperienze e le fantasie relative al suo passato e le aspettative rispetto al futuro. La gestante concentrandosi maggiormente verso il mondo interiore che è rappresentato dal bambino che cresce dentro di lei e che lei inizia ad immaginarsi, tende ad escludere il mondo esterno.

Questi sono solo alcuni dei vissuti che caratterizzano questo delicatissimo periodo di una donna.

Affinché la gravidanza sia vissuta positivamente è, però, sempre importante che i due sistemi, interno e esterno, mantengano un equilibrio, altrimenti uno squilibrio potrebbe portare all’indifferenza ed alla povertà affettiva.

In questo come anche negli altri frangenti della gravidanza, è di estrema importanza il ruolo attivo del futuro papà, che talvolta deve essere supportato e aiutato a comprendere ciò che sta accadendo alla compagna.

Per tutto questo risulta importante, qualora la situazione fosse difficoltosa, chiedere un supporto psicologico al fine di prevenire disturbi più rilevanti nel post partum.

 

Per supporto psicologico a Milano e online:

Dott.ssa Jessica Combi
Psicologa e Psicoterapeuta

✒️info@jessicacombi-psicologa.it
☎️ 3358492737

 

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