Nella relazione madre-bambino sicuramente ricopre una grandissima importanza l’allattamento.

La mamma mentre dà da mangiare al suo bambino non offre soltanto un nutrimento di tipo materiale, non soltanto latte per la crescita, ma anche un nutrimento di tipo emotivo, cognitivo ed intellettivo.

È ormai assodato che il bisogno primario del bambino è, ancor prima della nutrizione, la necessità di essere accudito in modo adeguato e la relazione.

L’allattamento è un momento di intimità e di condivisione intensa sia per la mamma e in modo particolare per il bambino.
L’atto del nutrire in un buon maternage non si limita a dare il latte ma la mamma comunica affettivamente la sua presenza, il suo accudimento, il suo essere accogliente ad esempio toccandolo delicatamente, accarezzandolo mentre mangia, parlandogli in modo dolce, quindi, il tocco delicato della pelle del bimbo, il calore, il suono della sua voce, l’odore. Tutte queste percezioni concorrono a creare l’esperienza di quello che è il mondo per il bambino.

Tanto più questo contatto si verifica in modo sereno, distante da situazioni stressanti o caotiche, tanto più il piccolo riceverà sensazioni di un mondo esterno benevolo che vale la pena di essere esplorato e vissuto.

In una buona relazione di allattamento la mamma impara a cogliere i segnali del proprio bambino – il tono muscolare, il tipo di respiro, ma anche il calore del corpo – e il bambino può fare esperienza della realtà e del mondo che, nei primi giorni di vita, è rappresentato proprio dalla madre.

Un altro punto sul quale credo sia utile soffermarsi è la scelta del tipo di allattamento: al seno o in formula.

L’allattamento al seno è da preferire, sia per i benefici che ne avrà il neonato dal punto di vista nutrizionale, immunitario e psicosensoriale, sia per la mamma, che corre minore rischio di sviluppare tumori al seno, all’utero e di ammalarsi di osteoporosi dopo la menopausa.

Ma tutto quello che abbiamo detto prima sul buon maternage, qualora non fosse possibile portare avanti l’allattamento al seno, non è che con l’allattamento in formula non si possa verificare, se la mamma è sensibile e sintonizzata costruirà comunque una relazione buona, riuscirà comunque a creare la fiducia nel bimbo. Molte mamme vivono questa eventualità come un fallimento, possono sentirsi inadeguate, sotto stress, inutili, tristi, e questo stato d’animo può avere delle ripercussioni negative sul percorso alimentare del bambino, sul quale influiscono a volte anche i cattivi consigli o le credenze inappropriate di parenti e amici; sarebbe infatti sempre meglio chiedere consigli agli esperti.

In conclusione come si tiene il bambino o la bambina, il riconoscere il significato dei pianti che a quell’età sono una vera e propria comunicazione ed anche come la mamma si sente rispetto a quello che si pensa in famiglia, quanto si sente magari giudicata e il suo pensiero rispetto alle richieste che gli altri le fanno sono tutti aspetti che concorrono anche a porre le basi del percorso alimentare del bambino o della bambina. Quindi è molto importante curare questi aspetti anche al fine di instaurare una relazione sana con il cibo fin dall’inizio.

Per supporto psicologico a Milano e online:

Dott.ssa Jessica Combi
Psicologa e Psicoterapeuta

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